L’Abruzzo forte e gentile a Golosaria

Sono di parte, lo so, ma l’Abruzzo è nei miei cromosomi e questo, fra i tanti di Golosaria 2015, è stato lo show cooking che ho preferito.
Roberto Babbo, con la giovane figlia Giorgia, che ha voluto seguire le orme del padre, ha mostrato ad un pubblico incuriosito da uno strano aggeggio di legno con corde di acciaio, come preparare i maccheroni alla chitarra. Prima dell’inizio dello show, un signore si avvicina, scruta lo strumento e mi chiede se so cosa sia. Gli rispondo che è “lu carrature” per tagliare le sfoglie di pasta all’uovo nel formato di spaghetti a sezione quadrata (maccheroni) o di fettuccine (i fili d’acciaio sono infatti disposti su due lati opposti e più o meno distanziati fra loro).
La bella Giorgia ha preparato e steso l’impasto, ha poggiato le sfoglie sulla chitarra e le ha tagliate a maccherone passandoci sopra il mattarello.
Roberto Babbo ha poi condito i maccheroni con sugo di pecora e Pecorino Canestrato di Castel del Monte, PAT (prodotto agroalimetare tradizionale) abruzzese e presidio Slow Food.
Roberto propone questo e altri piatti tipici a Il Capestrano, unico ristorante abruzzese a Milano.

Durante lo show cooking ho conosciuto Gregorio Rotolo, un pastore casaro che gestisce un’azienda agricola in quel di Scanno (AQ), bellissimo paesino sulle sponde in un lago dalle acque color smeraldo: ho acquistato una ricotta compatta a scorza nera, che ha ottenuto il primo premio per la categoria “pecorini freschi” nella recente edizione di Franciacorta in bianco e il “Gregoriano”, formaggio molle a latte ovino crudo.
E poi, visto che, per via delle mie origini, conosco molto bene la piana del Fucino, ho comprato degli ottimi estratti di carota, arancione e viola, dell’azienda Aureli Mario.
Insomma, l’Abruzzo è una terra da visitare e da gustare!