I dieci anni di Golosaria

Da ben dieci anni Golosaria è un appuntamento fisso che riempie l’autunno di profumi. Ricordo ancora quello delle arance di Ribera di Paolo Ganduscio proprio all’ingresso di Palazzo Mezzanotte, la location scelta per la prima edizione e già troppo stretta per accogliere l’andirivieni di tanti golosi. Per me erano i primi anni come blogger, ero (e sono) molto curiosa e una rassegna come Golosaria mi ha sempre fatto conoscere tante eccellenze italiane.
Per il decimo anno Paolo Massobrio e Marco Gatti hanno scelto gli ampi spazi del MiCo – Milano Congressi, da quest’anno raggiungibile anche con la metropolitana lilla: la fermata Portello è proprio davanti all’ingresso, per cui molto agevole anche per chi non possiede o non vuole prendere l’auto.
Bello il format: sorprendenti show cooking con degustazione finale, master interessanti per imparare, per esempio, a riconoscere un buon riso e ad eseguirne un’analisi sensoriale alla maniera di un sommelier (progetto di Acquaverde Riso), laboratori del gusto per conoscere eccellenze territoriali come il prosciutto cotto di San Marino o la menta di Pancalieri, ottimi vini da assaggiare e interessanti momenti di incontro nell’agorà, comprese le meritate premiazioni di ristoranti e produttori. Sono stati numerosi quest’anno: ho ritrovato gli habituè e conversato piacevolmente con i nuovi, ho degustato prodotti deliziosi e ne ho acquistato qualcuno per provarlo quanto prima.

Di seguito i buonissimi formaggi del caseificio Taddei: Blutunt, Taleggio in due stagionature, Toma e Salva Cremasco.
Blutunt Taddei

La favolosa Robiola ai tre latti di Luigi Guffanti.

L’aceto balsamico tradizionale di Modena dell’Acetaia Del Cristo con le eleganti bottiglie firmate Giugiaro, piene di elisir invecchiati più o meno a lungo in batterie di botti dello stesso legno che rilasciano note distintive dell’albero di provenienza o di vari legni che conferiscono interessanti bouquet di aromi. Una nota di merito per un’azienda che, con tenacia, si è rimessa in piedi dopo un evento drammatico come il terremoto dle 2012.

Profumati dolcetti alla nocciola, la tonda gentile trilobata, e una squisita crema spalmabile.

Le lumache del Rigoletto: chiocciole Helix Aspersa allevate soltanto con vegetali freschi prodotte in azienda. Un cibo dalle notevoli proprietà nutrizionali e terapeutiche, venduto fresco in rete, già pronto in vasetto o in patè per avvicinare ad un gusto che molti non conoscono. Da non dimenticare la crema a base di bava che parrebbe un potente antirughe.

L’ottima farina Petra del Molino Quaglia, “grano pulito e 100% italiano”, e i germinati di cereali e legumi per ottenere prodotti da forno con caratteristiche organolettiche uniche e adatti anche ai celiaci, nella versione Glutinò.

Zafferanza è lo zafferano della Brianza, coltivato da quattro giovani ragazzi, Ivan Lalli, Andrea Muscarà, Paolo de Benedetti e Matteo Bertolini, che si sono buttati in questa nuova avventura, investendo tutti i loro risparmi e moltiplicando il raccolto di anno in anno.

“Il riso più buono che ci sia” quello di Carlo Zaccaria, coltivato nella Baraggia, ai piedi delle Alpi Biellesi; molte le varietà proposte: Carnaroli, Sant’Andrea, Baldo, Vialone Nano, Rosso e Nero di Baraggia, Rosa Marchetti, Maratelli, Armonia, tutte lavorate con metodi antichi e a produzione limitata, cioè solo riso prodotto nelle terre di Baraggia e mai acquistato dall’estero.

Prosciutto cotto Masè, nella versione in crosta di pane (delizioso caldo) e in crosta di caramello salato.

Bacche fresche di goji, coltivate in Calabria: durante uno show cooking dello chef Enzo Cannatà, il prodotto è stato presentato come ingrediente molto versatile, adatto per una fresca e salutare bevanda in abbinamento al bergamotto (altro tesoro calabrese), come condimento di linguine al nero di seppia o per una crema, delicata nel sapore e nel colore.

L’ottima focaccia di Recco di Manuelina, per le cucine di strada.

Salsicce e friarielli di Friariè, per le cucine di strada.

Gli show cooking con degustazione di ottime carni grigliate con gli esperti di barbecue Gianfranco Lo Cascio e Marco Agostini.

Davvero tante le eccellenze cui Golosaria riserva sempre il giusto spazio: i panettoni di Albertengo che non mancano mai sulla mia tavola natalizia, le creme spalmabili buone da nord (Babbi) a sud (Scyavuru), il gelato “senz’altro” di Ciacco , la cioccolata di Gobino, il riso Goio 1929, il prosciutto cotto San Marino, i formaggi abruzzesi di Gregorio Rotolo, gli estratti e le polveri essiccate ottenute dagli ortaggi della piana del Fucino dell’azienda Aureli Mario, tra i succhi più buoni che abbia mai assaggiato, la menta di Pancalieri e molto altro, ma ormai bisognerà attendere il prossimo anno.